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Dieci e lode anche come cantante, confermando con queste molteplici esperienze che la sua carriera suona alla grande coadiuvata dal suo eclettismo, dalla sua eleganza, dalla sua leggerezza, dal suo biondo sex appeal e da quel romanticismo nascosto sotto i muscoli di ghiaccio.Cinematograficamente (dopo aver recitato nel corto Cose che facciamo per amore di Marco Perez con Philippe Leroy) appare per la prima volta in un film nella pellicola Ma l’amore. Sì (2006) di Massimo Costa e Tonino Zangardi con Anna Maria Barbera, Andrea Tidona, Lorenzo Balducci, Elena Bouryka e Mirko Petrini, anche se è noto per il ruolo del violento cacciatore nell’horror di Federico Zampaglione Shadow (2009), all’interno del quale perde ben quattro chili e non si toglie quasi mai di dosso gli abiti del suo personaggio: anfibi sporchi di fango, jeans macchiati, coltello da caccia, maglione militare e bomber mimetico. stata un’esperienza indimenticabile.

L’amico Giulio Base lo scrittura nella commedia Lovest (1997), dove ritrova Alessandro Gassman, in un film on the road che racconta il viaggio coast to coast di due italiani in America. Con i successivi I miei più cari amici (1998) e Giochi d’equilibrio (1998) dove recita a fianco di Stefania Rocca, riesce a dare sfogo a quella vena drammatica rimasta finora taciuta, una recitazione più sofferta che scava nella profondità psicologica e che trova spazio soprattutto nella ricostruzione biografica di Giovanni Falcone I giudici (1998), diretta da Ricky Tognazzi. Mentre a teatro riesce a interpretare personaggi di vario genere, al cinema rimane legato allo stereotipo dell’adulto non cresciuto.

The Sun (2010)The former drug addict had previously served as least two sentences for robbery. Times, Sunday Times (2010)The notion of addicts as passive victims of their addiction is a gross simplification. Times, Sunday Times (2011)He spends much of his free time helping other addicts and alcoholics find freedom.

I suoi primi passi sono tutti francesi, nonostante qualche escursione sui grandi schermi della sua isola natia. Kristin Scott Thomas lavora gomito a gomito con i luccicanti nomi del cinema, ma soprattutto ne assorbe la grandiosità e le caratteristiche: la freddezza sensuale di Catherine Deneuve, la professionalità di Alec Guinness, l’estro misurato di Angelica Huston e l’eleganza matura di Judi Dench. Il grande Roman Polanski la contrappone alla più hot Emmanuelle Seigner (oggetti del desiderio di Peter Coyote e Hugh Grant) in Luna di fiele (1992), mentre Mike Newell le fa vincere un BAFTA come Miglior Attrice non protagonista nella pellicola campione d’incassi Quattro matrimoni e un funerale (1994), dove interpreta la malinconica e contegnosa migliore amica del collega Hugh Grant, segretamente innamorata di lui.

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