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Raid alla Ladronaia, dove nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 ottobre sono stati presi di mira tutti i garage del condominio su piazza Iori. I ladri si sono diretti nella parte retrostante dell’edificio, su via Renato Guttuso e via Alfonso De Mittis, dove si aprono i garage dei residenti. E, una dopo l’altra, hanno forato le porte basculanti in lamiera.

Il tallone d’Achille di The Judge è la sceneggiatura, che andrebbe asciugata di alcune scene madri e di almeno cinque finali di troppo. Anche le linee narrative sono ridondanti: vista la potenza della storia principale (il difficile legame padre figlio e il processo per omicidio) non ci sarebbe stato bisogno di aggiungere altro, e infatti le “seconde linee” sono poco sviluppate e meno coinvolgenti. Il che non toglie che la sceneggiatura abbia i suoi momenti, e sorprenda con svolte imprevedibili: molte scene sono davvero riuscite, alcuni dialoghi particolarmente intensi, o spassosi, o entrambe le cose insieme, complice anche la capacità di Downey e Duvall di gestire il fuoco di fila delle loro battute con consumata maestria.

Il suo primo film è infatti un film da protagonista con il ruolo della nerd Dawn Wiener in Fuga dalla scuola media (1995) di Todd Solondz. Basta quella parte, perché alla Matarazzo si spalanchino le porte di Hollywood. Medici in prima linea (1997) e Pappa e ciccia (1997), successivamente compare accanto ad Al Pacino ne L’avvocato del diavolo (1997).Torna nel piccolo schermo per una partecipazione a Law Order I due volti della giustizia (1998) e nella serie tv L’incredibile Michael (1999), poi recita affianco a Sigourney Weaver in Una spia per caso (2000).

Poi, l’anno seguente, finalmente un Emmy, quello per il film tv Costretta al silenzio (1995).La first lady di Mars Attacks!Il 1996, è un altro anno che le offre soddisfazioni. La sua carriera riprende a decollare, anche se sono ruoli di secondo piano. Si inizia con l’horror Mary Reilly con Julia Roberts e John Malkovich e si continua con Mars Attacks! di Tim Burton, dove offre una delle sue migliori interpretazioni: quella della first lady Marsha Dale, moglie di un presidente degli Stati Uniti dal volto sconvolto di Jack Nicholson.Il ritorno ad attrice protagonista con Crudelia DeMonNel 1997, è la quintessenza della cattiveria.

Allen ha nutrito schiere di imitatori, specie nella commedia indipendente in odor di Sundance (pensiamo a Noah Baumbach o a Greta Gerwig per esempio), ma è riuscito a lasciare minori tracce sul mainstream, dove niente è accaduto dopo la romantic comedy degli anni Novanta e il periodo d’oro di Julia Roberts e Meg Ryan.Come fa Io e Annie ad essere ancora oggi così sincero, credibile e toccante? Certo, si può dire che dalla notte dei tempi i rapporti tra uomo e donna non sono poi così cambiati. A modificarsi sono stati più che altro i contesti culturali nei quali negoziare l’attrazione reciproca e la seduzione (a un certo punto Alvy dice a Annie per strada: “Ti posso baciare? Togliamoci il pensiero subito, prima di cena, digeriremo anche meglio.”). In una New York che sembra Parigi, solo più nevrotica, questa storia d’amore è in fondo impossibile, ma l’ironia di cui è nutrita e la malinconia con la quale non può non fare i conti rappresentano la sua stessa essenza, tanto è vero che pur finendo in maniera amarognola il racconto ci abbandona con sensazioni positive e indulgenti verso i due protagonisti..

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