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Dov’è finita la bella di Sardegna Agnese Barras, che fu il contenzioso femminile fra i due esponenti delle famiglie rivali più potenti del paese isolano? Che ne è stato dell’annoiata madame italiana Clara Chevalier, inserita in una rigida borghesia francese e insofferente ai suoi pregiudizi? E della moglie tradita Catherine Bérard che venne scelta al posto dell’amante Romy Schneider? Tre donne chiuse in un universo inquieto di gioie e dolori per un unico volto tanto amato dai cinefili, quello di Lea Massari: l’attrice italiana più chic, passionale, malinconica e sospirata degli anni ’60/’70. Così lontana dalle maggiorate Loren e Lollobrigida, è stata la scelta forzata per quei registi che volevano, nelle loro pellicole, un’introspezione profonda e arguta sul vivere, alla ricerca di ideali perduti o più semplicemente del senso della vita.Più che italiana, europea. Romana, ma studentessa di architettura in Svizzera, si è allontanata da subito dalla capitale d’Italia per seguire la sua strada, in totale indipendenza.

I love you o La sposa fantasma, copie degradate di un modello alto (Always), sono in un certo senso malinconiche commedie romantiche, in cui i protagonisti attraversano il loro passato, facendosi visitatori della propria giovinezza, del proprio matrimonio o dei propri errori. Con l’aiuto di tre fantasmi e uno zio redivivo, che produce un’immagine perfetta di amoralità lastricata di buone intenzioni ed è interpretato con colpevole ipocrisia da Michael Douglas, lo sciupafemmine di Matthew McConaughey conduce se stesso nella ritrovata infanzia, adolescenza e prima giovinezza dentro un corpo solido e adulto. Data l’opportunità riparatrice e forte dell’esperienza e della memoria, il protagonista della Rivolta delle ex affronta il suo viaggio trascendente per sfuggire la solitudine (a cui si sta condannando col suo comportamento sconsiderato) e per fare sì che le cose vadano diversamente da come sono andate.

Wenders ha vissuto con il sangue e le banconote, le grida e l’adrenalina del cinema americano, trasportandolo nella bellissima Europa, con lo stesso rispetto che si usa per il corredo di una sposa. Violenza, realtà amara, potere, ragione e sentimenti. Ci mette la sua faccia occhialuta, ben si equilibra fra la morale e il senso di colpa.

Dopo un lungo viaggio, Aris, ventisette anni, torna a quella sua casa così famosa, non soltanto per la vista sull’Acropoli, ma per la piscina: la più profonda d’Europa. La madre, donna eccentrica e solitaria, vive lì con Sylvia, la sua segretaria, e con il suo fedele, ma muto, giardiniere Christos. Determinato a scordare il suo passato e inaugurare una nuova vita, Aris cercherà di recuperare la sua giovinezza, il suo segreto, e si innamorerà di una ragazza povera.

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